L’amministrazione provinciale subisce una mazzata da parte dello Stato: il prelievo forzoso di quest’anno è di ben 13 milioni. La stangata era stata considerata “eventuale” nel corso dell’ultima riunione del consiglio, ma ora è reale e 13 milioni lasciano il fondo cassa, che di conseguenza rimarrà dotato di appena 10 milioni con impegni rilevanti per le scuole superiori, la manutenzione di una rete ben 850 chilometri di strade e le politiche per il lavoro. Il contributo di finanza pubblica, che soprattutto le Province virtuose come Cremona sono tenute a sborsare, ha lo scopo di sostenere gli equilibri di bilancio dello Stato, che pure distribuisce contributi a pioggia alle categorie che li richiedono. Ciononostante il presidente Mirko Signoroni ieri si è pronunciato di nuovo a favore dell’autostrada Cremona Mantova, tenendo così la posizione presa più di dieci anni fa, quando Centropadane era titolare dell’A21. Altri tempi, quando Centropadane compiva lavori pubblici per gli enti locali e progettava grandi opere, tanto contestate dagli ambientalisti, come il terzo ponte e la Gronda Nord. Signoroni si ritrova a pagare il conto di alcune scelte del passato, pur non contando su imposte dirette, tranne una quota del bollo auto, della Tari e poco altro, tranne soprattutto le multe tramite autovelox. Crescita e sviluppo nazionali così si avvarranno di soldi cremonesi, mentre la ministra De Micheli non può permettersi di finanziare né l’autostrada né il trasferimento all’Anas di alcune strade provinciali. L’ex statale SS 10 Cremona Mantova resta infatti ancora com’è, stretta e ammalorata. Unendosi all’Assoindustriali, Signoroni si rivolge al Pirellone che ha inserito l’autostrada nel Piano territoriale e nel Piano Marshall, battendo cassa al governo, che non ha l’aria di provvedere.

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