Piacenza. Il Bailey provvisorio, per porre rimedio al crollo del ponte Lenzino, si potrà fare, più a monte di quello attuale. Non ci sarebbero ostacoli paesaggistici. E si sta anche definendo la strada per la ricostruzione del viadotto crollato o nello stesso punto oppure altrove. Ma i sei mesi necessari per la realizzazione della struttura provvisoria ha messo tutti d’accordo nel definire eccessivamente lungo questo lasso di tempo, per un evento che ha messo in ginocchio il territorio, con conseguenze enormi legate anche all’isolamento delle zone che si è venuto a creare. Ora, infatti, si va verso la stagione invernale e le deviazioni attuali prevedono la percorrenza di strade strette e poco agevoli. La statale 45, fanno sapere dai territori circostanti, è un’arteria essenziale, che tanti utilizzano, quindi sarebbe molto importante ripararla rapidamente. Capita, infatti, che le necessarie attività mirate all’individuazione di cause e responsabilità di quanto accaduto, possano rallentare la realizzazione delle opere necessarie a ristabilire il collegamento. Per questo, anche alla luce di quanto accaduto a Genova dopo la tragedia del 2018, ci si augura che anche nel Piacentino venga rapidamente restituita a quella zona quella necessaria continuità di percorrenza essenziale per la sopravvivenza della stessa. La Regione Emilia Romagna si era subito attivata per garantire 200mila euro ai quattro comuni piacentini isolati: Ottone, Zerba, Cerignale e Corte Brugnatella. Ma la stagione e le lentezze burocratiche rischiano di allungare i tempi più del necessario.

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