Cremona. Le possibilità di sopravvivere della piccola Gloria erano elevatissime, poteva essere salvata. Ma non è stata soccorsa il giorno in cui il suo papà l’ha ferita con due coltellate, una al torace e una all’addome, che hanno continuato a sanguinare. E’ quanto è emerso dalle parole del medico legale Margherita Fornaciari, oggi davanti alla Corte d’Assise, che ha eseguito l’autopsia sul corpo della piccola uccisa da Jacob Danho il 22 giugno del 2019 nell’appartamento al secondo piano di via Massarotti a Cremona. Le due ferite, inferte con un coltello da cucina, hanno causato morte della bimba, probabilmente dopo alcune ore, per dissanguamento. Lui stesso si era poi ferito all’addome e per questo aveva subito un’operazione chirurgica. L’operaio della Magick Pack, in carcere a Pavia, anche oggi era presente in aula e sarà sentito nel corso della prossima udienza, lunedì 12 ottobre, stesso giorno della ex compagna, che si è costituita parte civile. Il movente dell’omicidio, avvenuto nell’appartamento in cui l’uomo si era trasferito una ventina di giorni prima, mentre l’ex compagna e la figlia erano ospiti di una casa protetta, è legato alla vendetta: Gloria sarebbe stata uccisa da Jacob per vendicarsi della ex che l’aveva lasciato e non voleva più tornare con lui, spezzando i suoi sogni di ricostruire una famiglia. In un primo tempo, però, il 38enne non aveva ammesso l’omicidio, ma aveva parlato di un rapinatore. Ma tutte le tracce di sangue sul coltello erano riconducibili a lui e alla bambina.

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