Cremona. “Ho perso la testa, è la follia che mi ha preso, una follia non naturale, che deriva dalla stregoneria. Penso che qualcuno mi abbia lanciato il malocchio”. Sono le parole di Jacob Danho pronunciate oggi nel primo pomeriggio nella terza udienza nell’aula della Corte d’Assise di Cremona: l’ivoriano 38enne è in carcere a Pavia per l’omicidio della figlia, uccisa con due coltellate al polmone e all’addome, morta per dissanguamento. Questo momento di follia, secondo l’uomo, sarebbe stato indotto da persone di famiglia o amiche anche lontane in contatto con Audrey Isabelle contro cui era diretta la vendetta di Jacob perché lei non voleva più tornare con lui. Al mattino, invece, era stata la volta della mamma. La donna si è commossa più volte. Prossimo appuntamento tra più di 60 giorni.

Claudia Barigozzi

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