Cremona. La mobilitazione dei pazienti cremonesi che vogliono difendere il loro diritto a essere curati nel loro ospedale è partita stamattina, ancora una volta, dopo la battaglia dell’autunno scorso per salvare il reparto di terapia intensiva neonatale. Mesi di lotta, di petizioni, convegni, assemblee, sit-in e picchetti, organizzati prima dell’emergenza sanitaria, non sono bastati a proteggere la sanità pubblica, depauperata da molti anni di tagli regionali e governativi. La reazione dei cittadini che si riconoscono nell’appello lanciato da Paola Tacchini è oggi ancora più forte, dato che in ospedale non si riesce più a fare visite ed esami in tempo utile e persino operazioni chirurgiche semplici. I tempi si sono dilatati enormemente perché si cura quasi solo il covid. Per molti è un fallimento della politica regionale, dato che 17 nosocomi lombardi, tra cui Cremona, sono diventati centri covid, costringendo moltissimi pazienti, anche gravi, al disagio di recarsi in altre città. Piovono adesioni, quindi, alla proposta di organizzare una manifestazione davanti alla palazzina di viale Concordia, dove si trova la direzione ospedaliera. Sentiamo le parole della cittadina Paola Tacchini.

Paolo Zignani

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