E’ una vicenda complessa quella che vede 130 tra cittadini e associazioni opporsi alla realizzazione di un forno crematorio nei pressi del cimitero di Quinzano d’Oglio. L’impianto, che prevederebbe due linee di cremazione con 2400 operazioni all’anno, presenta notevoli rischi per la salute e l’ambiente. Il ricorso al Tar è stato promosso per impugnare una delibera del Comune di Manerbio che approvava la convenzione con il Comune di Quinzano per realizzare il forno. Questo ha permesso di scoprire che anche il comune di Quinzano, con una delibera commissariale del 19 giugno, pubblicata il 3 agosto, aveva approvato il progetto e che Regione Lombardia aveva ordinato al comune della bassa bresciana di concludere il procedimento entro il 3 ottobre, pena il decadimento. La parola fine su questa vicenda potrebbe ora metterla la nuova amministrazione di Quinzano.

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