SPINADESCO CR Il piano di classificazione acustica del territorio di Spinadesco è stato rivisto e modificato ieri sera, grazie al voto favorevole del consiglio comunale, che si è espresso a maggioranza, con astensione dei tre consiglieri di minoranza. Le zone acustiche hanno creato tensione tra i Comuni di Cremona e Spinadesco, dato che il capoluogo avrebbe apportato delle modifiche senza consultare preventivamente il Comune confinante, creando così, da quanto trapela, dei motivi d’imbarazzo, perché le zone acustiche confinanti devono essere omogenee. Nulla è cambiato, dopo il voto di ieri sera: le aree residenziali restano nella classe 2. Non pochi cittadini però sono preoccupati per la crescita del polo siderurgico Arvedi. L’amministrazione di Cremona, inoltre, avrebbe considerato anni fa la possibilità di rendere privata parte di via Marconi, per semplificare il transito dei camion dell’acciaieria: il rumore aumenterebbe nelle vie vicine. Quest’opportunità è stata però negata e anzi sulla via dovrebbe passare una ciclabile, a conferma del carattere pubblico della strada. Dopo il monitoraggio dell’Arpa e la consulenza del perito acustico Daniele Sacchi, alcune modifiche sono state introdotte. L’acciaieria è in classe 6, in quanto industria a ciclo continuo, con lavorazioni anche notturne, quindi con limite massimo di 70 decibel su 24 ore. Dopo 14 anni e la costruzione della zincheria, occorreva l’aggiornamento. In classe 2 restano le zone prevalentemente residenziali, con limiti di 55 decibel di giorno e 45 di notte, soglie di difficile rispetto, come notato da Arpa e dal consulente. La relazione prevede barriere antirumore al confine con le industrie e vari provvedimenti per ridurre le molestie create dal traffico. Il timore dei residenti però è che, per creare zone acustiche abbastanza grandi e di classi continue, sia creata in futuro una zona 3 più grande in via Marconi, dove si trovano altre attività in espansione. Alcune abitazioni potrebbero ritrovarsi così in classe 3 e non più in classe 2, quindi con 5 decibel in più da sopportare.

Paolo Zignani

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