Da inizio anno sono stati già 91 e in provincia di Brescia il fenomeno della violenza sulle donne si è fatto sentire con forza: secondo i dati diffusi dalla questura sono state 109 le richieste di aiuto nel 2020. Sono molti di più però i casi che non arrivano a denuncia o che raggiungono i centri antiviolenza: in provincia ben 640. A contribuire a situazioni di sopraffazione è la scarsa autonomia finanziaria di molte donne, aggravata dalla pandemia, che ha falciato l’occupazione femminile. Nel bresciano abbiamo testimoniato negli anni tanti casi, tra cui la triste fine di Hina Salem, giovane pakistana uccisa dai familiari, o Sana Cheema, la 25enne, anch’ella pakistana, sgozzata nel 2018 dai suoi familiari che non volevano la sua relazione con un ragazzo italiano. Nel 29015, il caso di un indiano che cosparse la moglie di benzina e le diede fuoco perché si era troppo occidentalizzata.. Questo era il caso di Pinky, oggi testimonial contro la violenza sulle donne, nell’‘iniziativa“Il muro del silenzio”, organizzato con Regione Lombardia in diretta facebook per la giornata di oggi.

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