Cremona Domani mattina, al tavolo di concertazione cremonese, ci saranno tutti: le strutture sanitarie cittadine, quindi ospedale e case di cura, e le autorità pubbliche, compreso il Comune, che con l’Ats concorderanno le azioni necessarie per ricoverare i malati provenienti dalla zona di Milano in particolare. L’aumento di casi gravi di infezione da coronavirus si è verificato però anche in Monza Brianza e nel territorio a sud di Varese, e Cremona è stata designata dalla Regione tra i 18 centri lombardi dedicati, contando anche l’Humanitas di Rozzano, aggiunta da pochi giorni. Come l’ospedale, il privato è a disposizione. Ancelle della Carità, Figlie di San Camillo e San Camillo si stanno organizzando. Il San Camillo di via Mantova, come spiega l’amministratore delegato della fondazione padre Virginio Bebber, non ha oggi malati di covid nei suoi 85/90 posti letto, che ospitano pazienti tumorali o comunque molto gravi. Tra questi, molti attendevano il ricovero già in marzo, quando la prima ondata ha costretto la clinica a non accettarli più. L’altro ieri l’Ats ha fatto sapere che saranno creati 104 nuovi posti letto covid, in aggiunta a quelli esistenti, circa il doppio di quanto la Regione prevedeva solo pochi giorni prima. Dunque 57 all’ospedale, compreso l’Oglio Po, 12 alle Figlie, e 34 a Crema, a partire da lunedì. Si sta parlando però di una domanda ulteriormente in crescita. In aprile, le Ancelle della Carità accoglievano più di 33 malati, riorganizzandosi al proprio interno. All’ospedale di Cremona la seconda ondata ieri ha fatto registrare già 75 ricoverati, di cui 14 in terapia intensiva, 17 in pneumologia, 17 tra gli infettivi e 27 in week surgery. All’Oglio Po i pazienti con coronavirus sono 25, di cui 3 in terapia intensiva.

Paolo Zignani

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