Cremona. Gli ambientalisti che da decenni si battono per la chiusura dell’inceneritore di via Antichi Budri potranno avere delle riserve, sulle prospettive territoriali che esprimerà il prossimo incontro organizzato dal laboratorio politico Cremonasipuò, che fa riferimento al sindaco Gianluca Galimberti. Ospite dell’incontro dal titolo “Nuova vita ai rifiuti”, venerdì alle 21 sulla piattaforma Zoom, sarà Simona Bonafé, europarlmentare e segretario regionale del Pd della Toscana. A Stagno, frazione di Collesalvetti in provincia di Livorno, l’Eni ha proposto di realizzare un inceneritore, e il Pd della Toscana ha chiesto un requisito fondamentale: che il livello di inquinamento complessivo dell’area venga ridotto, considerando sia l’intero ciclo produttivo dello stabilimento Eni che il traffico generato. Dunque sarà applicato il criterio del bilancio ambientale, già proposto dall’ex sindaco Paolo Bodini quindici anni fa, quando Aem promuoveva una centrale a turbogas a Spinadesco. Il via libera del Comune era infatti condizionato alla diminuzione complessiva dell’inquinamento atmosferico. La priorità, secondo l’economia circolare delineata dall’Ue, non è la chiusura degli inceneritori, ma l’aumento del riuso dei rifiuti, la promozione di numerosi progetti che miglioreranno la qualità delle politiche ambientali, con l’obiettivo di ridurre al 10% entro il 2030 il conferimento in discarica. Non è un obiettivo però la netta riduzione della produzione dei rifiuti e neanche il deciso cambiamento del modello di sviluppo, come hanno sostenuto gli ecologisti nelle critiche ai programmi europei. I tempi per la dismissione dell’inceneritore di Cremona, quindi, come hanno notato da tempo le associazioni, restano lunghi, con la promessa del sindaco differita al 2024, con il consenso di A2A.

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata