Dopo ore, giorni di polemiche e trattative tra il governo e Fontana è arrivato l’annuncio dello stesso governatore lombardo, oggi, sul passaggio a zona rossa ad arancione della Lombardia. I dati parlavano da giorni di una situazione in miglioramento. Il quadro resta però, delicato, ed è necessaria cautela: la zona arancione indica infatti le zone a gravità elevata. Diverse cose, però, cambieranno, a partire dalla riapertura di tutti i negozi, senza limitazioni (sempre nel rispetto del distanziamento interpersonale di almeno un metro, con ingressi scaglionati e sanificazione dei locali). Resta, per ora, lo stop durante le giornate festive e prefestive all’attività dei negozi che si trovano nei centri commerciali, ad eccezione delle farmacie e parafarmacie, dei presidi sanitari, dei punti vendita di generi alimentari, dei tabacchi e delle edicole.  Non cambiano le regole per bar e ristoranti: è consentito l’asporto e la consegna a domicilio, no alla consumazione sul posto. Novità anche per le scuole, in quanto riaprono seconda e terza media, mentre rimane a distanza la didattica per le superiori. Nulla cambia per le università: le attività formative e curriculari non si svolgono in presenza, fatta eccezione per quelle relative al primo anno dei corsi di studio e dei laboratori. In zona arancione resta inoltre vietato uscire dal proprio Comune (se non per ragioni di lavoro, istruzione, salute o per necessità: per farlo, occorre l’autocertificazione). Ci si può muovere all’interno del proprio Comune liberamente dalle 5 alle 22 senza autocertificazione. Dalle 22 alle 5 scatta il coprifuoco: si può uscire di casa solo per comprovate esigenze e compilando l’autocertificazione. Sentiamo il commento di Giorgio Bonoli Direttore di Confesercenti Cremona.

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