Piacenza. La maggior parte delle attività colpite dalle restrizioni non beneficerà, come tra l’altro è già accaduto nei mesi precedenti, dei ristori per mancati introiti e di sostegni per il lancio: è quanto ha sottolineato il sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri, dopo un incontro con gestori di impianti sportivi e altre attività. Però, ha sottolineato nella lettera indirizzata al premier Conte, hanno sostenuto costi notevoli per adeguarsi ai protocolli le cui misure sono però state travolte dal DPCM del 25 ottobre. Per questo fa presente che le attività legate alle palestre e ai centri sportivi rivestono un ruolo fondamentale, non solo per il benessere fisico, ma anche per la funzione sociale ed educativa da sempre riconosciuta all’attività sportiva. Partendo dal principio condiviso che chi non è in regola e non osserva le prescrizioni deve essere passibile di chiusura, è emerso chiaramente come, in realtà sul territorio, molti gestori stessero svolgendo l’attività in piena sicurezza al punto da aver superato i più stretti controlli dei Nas. Nella stessa grave situazione si trovano bar, ristoranti, teatri che in questi mesi si sono adattati ai rigidi protocolli di sicurezza con ingenti sforzi economici. Quello che vuole evidenziare il primo cittadino è che le chiusure non possono essere indiscriminate, ma devono essere mirate ed orientate dove ci siano aggregazioni e dove non si sia in grado di assicurare i dovuti controlli, finalizzati ad accertare il rispetto dei protocolli. In caso contrario la chiusura è solo un modo per affossare l’economia di un territorio, senza produrre alcun beneficio per la tutela della salute.

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