Resta in carcere Attilio Mazzetti, l’ex gestore di locali notturni di Soresina, finito nell’inchiesta sulla distrazione di fondi ai danni della Onlus Uniti per la Provincia di Cremona, insieme a Renato Crotti, uomo di spicco del gruppo Arvedi e segretario della Onlus, e con l’imprenditore Cristiano Bozzoli. A deciderlo, dopo l’interrogatorio avvenuto in carcere, il gip Pierpaolo Beluzzi, mentre l’avvocato di Mazzetti, ha annunciato ricorso. Il procacciatore di contatti per Crotti era finito in carcere per il tentativo di corruzione successive minacce presunte nei confronti di un testimone dell’inchiesta, il fornitore Michele Russo, che aveva confessato agli inquirenti di essersi visto offrire 77 mila euro per rifondere l’Onlus di cui 27mila per forniture dei impianti di allarme mai consegnati e 50mila per il suo coinvolgimento. Russo avrebbe dovuto consegnare una lettera si scuse preparata da Mazzetti, ma il ridiuto aveva fatto scattare, a detta di Russo, le minacce da parte del gestore di locali.  Davanti al giudice Mazzetti ha negato di aver minacciato Russo di gambizzarlo se si fosse tirato indietro, e ha anche affermato di essersi fidato di Crotti, con cui è accusato in concorso per associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita a scapito della Onlus.  Insieme a loro e a Bozzoli ci sono altri 7 indagati. L’appropriazione indebita contestata agli imputati riguarda   250 mila euro donati dai cremonesi alla Onlus nata il 13 marzo scorso per la lotta al Covid per iniziativa delle associazioni di categoria e della Fondazione Arvedi Buschini. Gli indagati sono, in tutto dieci.

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