Appello psicoterapeuti alla politica: “Non trascurare la qualità vita”

La politica non trascuri la qualità della vita dei cittadini. Se è vero che non si può prescindere dal prendersi cura del corpo, è fondamentale trovare il modo di tutelare le attività che privilegiano lo sviluppo dell’individuo e la socialità tra gli esseri umani. Questo è l’appello della Cooperativa sociale di psicoterapia medica, firmato da Matteo Reggio d’Aci, Francesco de Michele, Giovanni Del Missier, Piera M. Galeandro e Luana Testa.

“L’essere umano è l’unico animale che non vive esclusivamente in base al binomio vita/morte dell’individuo e della specie, ma piuttosto ricercando il raggiungimento di una migliore qualità della vita, strettamente legata a un mondo interno fatto di pensieri e affetti. La realizzazione degli esseri umani, quindi, non può passare solamente per ciò che è fisico e quantitativo, ma soprattutto per ciò che è psichico e qualitativo”, secondo la Cooperativa.

“Molte scelte politiche stanno ricadendo in particolare sulle donne: nella misura in cui si amplificano gli interventi mirati alla sopravvivenza fisica e si riducono quelli deputati alla ricerca di una vita pienamente vissuta, la donna è la prima, spesso, a cui si chiede di sacrificare le proprie esigenze, il proprio lavoro, la propria realizzazione, il proprio tempo. Un altro aspetto che è stato trascurato è la prevenzione sanitaria. Il benessere generato dalla realizzazione della propria identità non può, infatti, prescindere dal prendersi cura anche del proprio corpo. Una società, che ha a cuore tale benessere, ha l’obbligo di garantire tutte quelle attività di prevenzione che devono riguardare tutta la popolazione. Infine l’arte, il nostro cuore pulsante che genera senso, che educa alla bellezza, che fa risuonare dentro di noi aspetti reconditi, a volte strani e turbanti, ma vivi, che rendono meno astratto il concetto di universalità di quel pensiero umano fatto per immagini. Tutto questo, quando va in crisi una realtà materiale, non può essere spento, non può interrompersi, bensì è necessario trovare un modo affinché il nostro mondo interno, irrazionale, non venga considerato secondario o trascurabile. Non è possibile vivere in una scissione in cui una parte di noi stessi è considerata superflua. Parlare di qualità della vita, quindi, vuol dire parlare della vita degli esseri umani, che senza il raggiungimento di una realizzazione psichica e relazionale, semplicemente non è umana. Solo l’unione di corpo e mente, insieme, permette il raggiungimento di un benessere profondo e complessivo, che va sempre rispettato”.

“Possiamo allora affermare che una politica che trascura la tutela della qualità della vita dei propri cittadini, anche con il nobile fine di salvare vite umane, rischia di perdere in umanità” afferma la Cooperativa. “In questi mesi di scelte difficili, la politica rischia di mandare un messaggio altamente svalutante ai giovani, alle donne, agli anziani, agli artisti e a tutti noi e le conseguenze di tutto ciò potrebbero essere peggiori della pandemia stessa. Si rischia di generare un massiccio e diffuso senso di oppressione psicologica. Un’oppressione che non sta esattamente nelle limitazioni delle libertà individuali, comprensibili in una crisi senza precedenti, ma in quell’assordante silenzio che le accompagna e che sembra comunicare che la realtà psichica sia sacrificabile come fosse altro dal corpo umano. Siamo tutti d’accordo sulla necessità di contrastare la diffusione del virus, ma nel metterla in atto dobbiamo fare molta attenzione a non calpestare le speranze peculiari dell’esistenza stessa degli esseri umani, tralasciando le ripercussioni psicologiche che i provvedimenti presi per contrastarla potrebbero avere. Questi argomenti pensiamo debbano essere di interesse della Politica, che vorremmo persuadere a non nascondersi dietro la frase, spesso sentita nei dibattiti pubblici, ‘noi parliamo alla testa e non alla pancia’”.

“Perché dietro alla parola denigratoria ‘pancia’, che starebbe a indicare una dimensione irrazionale intesa in senso negativo, si nasconde una ricerca, anche se spesso non scevra da gravi errori, finalizzata al perseguimento di ciò che qui abbiamo chiamato ‘qualità della vita’, la quale va ben oltre – e non contro – i buoni ragionamenti razionali e il benessere del corpo tout court. L’essere umano non nasce razionale, ma ci diventa nel corso della vita e troppo spesso rinnega le origini del proprio pensiero fatte di immagini, di fantasia, di irrazionalità; un modo di pensare idee sotto forma di immagini interne, che ognuno, fin dalla nascita, crea per esprimere i propri vissuti relazionali soggettivi. La realtà irrazionale, quindi, non è negativa di per sé, ma se oppressa, negata o addirittura annullata, allora soffre, si deteriora e si ‘incattivisce’, fino a portare a quelle conseguenze che poi noi psicoterapeuti affrontiamo: oppressione, rabbia e odio, fino alla dissociazione e all’anaffettività. Il mondo irrazionale, invece, se riconosciuto e tutelato, rappresenta l’essenza più preziosa e caratteristica di noi esseri umani, che ci permette di vivere la vita propria della nostra specie e di conoscere cose che nessun animale ha mai conosciuto. La scienza ne dovrebbe sapere qualcosa perché, in fondo, le scoperte scientifiche hanno molto a che fare con l’immaginazione, tanto quanto le opere d’arte hanno a che fare con la realtà; o, detto altrimenti, la conoscenza ha a che fare con la fantasia e viceversa l’infinita ricerca della bellezza ha a che fare con l’interminabile ricerca della verità”, conclude la Cooperativa sociale di psicoterapia medica.

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