Cremona. E’ iniziato, a Capralba, vicino a Crema, l’abbattimento di 28mila visoni nel più grande allevamento italiano di questa specie, a causa del rischio di contagio da Covid-19. Una strage. Ma ogni anno, proprio in questa stagione, vengono abbattuti migliaia di animali che poi diventeranno pellicce, anche se l’alternativa ecologica è sempre più diffusa. Si spera che questa mattanza dia una scossa alle coscienze e ponga fine una volta per tutte al mercato assurdo delle pellicce.  L’abbattimento dei visoni è forse segno che dobbiamo fermarci e dire stop agli allevamenti intensivi. Le immagini dell’abbattimento dei visoni dell’allevamento di Capralba, nel Cremasco, uno degli allevamenti più grandi di Italia, su ordine dell’Ats Valpadana, sono state realizzate dall’associazione Essere Animali e mostrano la raccolta degli animali abbattuti che, dopo essere stati uccisi in una camera a gas con monossido di carbonio, vengono ammassati in appositi container e poi inceneriti. Tempo fa, tre esemplari erano stati trovati positivi al Sars-Cov-2. Questo il motivo alla base della decisione di abbattere tutti i capi dell’allevamento.  L’ordinanza spiega infatti che “in caso di sospetto di infezione, le autorità locali competenti dispongono il sequestro dell’allevamento, il blocco della movimentazione di animali e l’avvio di una indagine epidemiologica. In caso di conferma della malattia, i visoni dell’allevamento sono sottoposti ad abbattimento”. Sentiamo le parole di Francesco Ceccarelli, responsabile investigazioni di Essere Animali.

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