Mentre il comitato di quartiere di Cavatigozzi chiedeva spiegazioni e provvedimenti, vedendo crescere continuamente le attività dell’acciaieria Arvedi, compreso il nuovo parco rottami, con tutti i disagi causati dal rumore, dal traffico e dall’inquinamento, il presidente della Provincia Mirko Signoroni deliberava il raddoppio del traffico merci nel porto canale, a favore della Sograf, la società ferroviaria che fa capo allo stesso gruppo siderurgico. Era il 4 dicembre quando nel suo ufficio il numero uno di corso Vittorio Emanuele II firmava l’approvazione dell’accordo di programma con il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per realizzare l’ampliamento del polo ferroviario, ormai saturo, da 29mila a 58mila metri quadrati. Il governo mette a disposizione di Cremona un milione di euro, ufficialmente per incrementare i trasporti sostenibili e ridurre il numero di camion in circolazione. L’ente Provincia già il 6 novembre 2018 aveva chiesto al ministero fondi in proposito. Dopo un passaggio parlamentare, era il ministero di Paola De Micheli a decretare definitivamente il finanziamento, proprio il 13 agosto scorso, lo stesso giorno in cui si è verificato un incendio. Da allora le proteste dei cittadini di Cavatigozzi, di Cremona e di Spinadesco hanno dato vita a diverse manifestazioni pubbliche, chiedendo l’accesso agli atti, spesso senza ottenere risposta. L’accordo di programma non indica forme di tutela ambientale, rispetto al rumore del treno, che tiene a lungo i motori accesi vicino alle case di Cavatigozzi. L’amministrazione provinciale finanzia l’opera con anticipazioni di cassa, mentre il ministero erogherà il milione di euro a rate annuali, fino al 2033. Nel frattempo l’acciaieria, avendo attivato il nuovo forno, da settembre ha aumentato la produzione con numeri da record. Cresce quindi la preoccupazione dei cittadini, che malgrado programmi e promesse delle istituzioni vedono aumentare costantemente il traffico dei mezzi pesanti su strada e su ferrovia, fra rumore, smog e notti insonni.

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