L’amministrazione comunale non è ancora riuscita a liberarsi della convenzione stipulata con Saba Italia nel 2002, durante la seconda amministrazione Bodini, e poi modificata nel 2010 e 2013, durante l’amministrazione Perri. E’ una convenzione che permette a Saba Italia di gestire fino all’anno 2047 l’autosilo di piazza Marconi, con i suoi 164 posti auto, e altri parcheggi tra i più richiesti e costosi della città: in tutto 378 posti a righe blu. Il progetto finanziario consente a un privato di costruire a proprie spese un’opera pubblica, come l’autosilo Marconi, per poi gestirla con il diritto di avere garantiti gli utili. Insomma, Saba Italia gode di una convenzione capestro, che costringe il Comune a versare al privato i mancati utili: l’autosilo infatti ha solo due piani, e non quattro come previsto nel 2002. E’ stato necessario quindi dare più posti a righe blu al privato, per compensazione. Di conseguenza due anni fa la prima giunta Galimberti ha annunciato la revoca dei rapporti con Saba Italia, per dare ad Aem la gestione di tutti i 2mila posti di parcheggio. Le proteste per i prezzi di Saba si sono moltiplicate nel corso degli anni, e l’amministrazione ha dovuto rinunciare agli incassi garantiti dalle righe blu. La revoca del contratto però non è mai stata emessa dal Comune, nemmeno dopo aver vinto i primi tre ricorsi di Saba al Tar. Oggi è stata rinnovata la consulenza allo studio legale Legance, di Roma, per una spesa di 31mila euro Iva compresa, per sostenere una guerra legale quanto mai complessa. Mentre le consulenze si moltiplicano a suon di centinaia di migliaia di euro, il Comune di Cremona non emette ancora la revoca perché, se dovesse perdere il ricorso, potrebbe esser costretto a versare anche 500mila euro l’anno a Saba fino al 2047 con buona pace degli automobilisti obbligati a parcheggiare negli stalli più costosi della città.

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