Cremona. Sulla situazione della scuola si è acceso un lungo dibattito in consiglio comunale. Si sono scontrate per circa tre ore Forza Italia e la maggioranza di centrosinistra, che hanno presentato due ordini del giorno per chiedere, entrambi, il massimo impegno del Comune per ottenere che gli studenti tornassero a frequentare le scuole. La differenza stridente è stata la valutazione della didattica a distanza. Maria Vittoria Ceraso ha sostenuto che la “chiusura della scuola rappresenta un’ipoteca sul futuro di un’intera generazione” e che sono state causate “perdite permanenti per gli studenti e per tutto il Paese”, come affermerebbero “montagne di studi”. Il centrosinistra, con gli interventi di Francesco Ghelfi, Daniele Villani ed Elisa Chittò, ha contestato queste affermazioni, giudicandole esagerate, perentorie e apocalittiche, se non strumentalmente polemiche. Anche la maggioranza, comunque, ha presentato un ordine del giorno per impegnare il sindaco Galimberti a battersi per il ritorno a scuola degli studenti in sicurezza, con trasporti adeguati e tracciamento. Il capogruppo del Pd Roberto Poli ha chiesto di ritirare e uniformare i due ordini del giorno, evitando di discutere dei banchi a rotelle, e senza escludere le responsabilità della Regione nel tracciamento dei casi di positività al coronavirus. Simona Sommi, per la Lega, ha proposto un’intesa unitaria. Maria Vittoria Ceraso e Carlo Malvezzi hanno convenuto sulla necessità di votare un nuovo ordine del giorno, per facilitare la ripresa della frequenza scolastica il 7 gennaio per tre quarti degli studenti.

Paolo Zignani

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