Cremona. In risposta alle critiche dei cittadini, per i rischi che corre chiunque osi avventurarsi lungo le vie cittadine, il settore Lavori pubblici del Comune ha dato il via al progetto “Strade sicure”, allo scopo di ridurre il numero degli incidenti. La giunta Galimberti ha deliberato di intervenire nel maggio dell’anno scorso, aderendo a un bando regionale. In tutto si spenderanno 433mila euro, compreso il contributo del Pirellone di 200mila euro. A distanza di un anno e mezzo si procede innanzitutto, come ha stabilito il settore Contratti, rinunciando a indire la gara pubblica d’appalto. Si fa una procedura negoziata, per dare l’incarico alla ditta che eseguirà tre progetti. I cantieri saranno aperti davanti al cimitero di Cavatigozzi, per il completamento della seconda pista ciclabile, quindi a Picenengo in via Sesto, per moderare la velocità e realizzare un attraversamento pedonale protetto, infine in via Giuseppina, per una nuova ciclabile con attraversamenti ciclo pedonali protetti e illuminati. A Cavatigozzi le rilevazioni hanno dimostrato che su 5mila veicoli diretti in un giorno verso Cremona, ben 3.500 superano il limite dei 50 all’ora: il dato è simile per i veicoli che procedono verso Codogno. Negli ultimi sei anni si sono verificati 14 incidenti che hanno coinvolto ciclisti o pedoni. Si farà quindi una rotatoria con anello ciclabile e attraversamenti pedonali protetti. A Picenengo, in via Sesto, la pericolosità è ancora più grave: le rilevazioni hanno dimostrato che quasi tutti i veicoli superano il limite di velocità dei 50 all’ora. Dal 2014 gli incidenti sono stati ben 91. Si faranno un’aiuola spartitraffico, attraversamenti pedonali protetti e marciapiedi per salita e discesa dalla fermata del bus. Via Giuseppina a propria volta è percorsa da un traffico di 15mila veicoli al giorno, tra i quali 4mila superano il limite di velocità. Ci sono stati 28 incidenti negli ultimi 6 anni, e nel solo 2019, tra i feriti, ci sono stati tre pedoni e sei ciclisti. Tutti gli interventi previsti sono richiesti da anni dai cittadini e dai comitati di quartiere.

Paolo Zignani

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata