Bassa Bresciana Una lunga storia quella del forno crematorio della Bassa Bresciana. Il 31 dicembre del 2020 sono scaduti i termini per la presentazione alla regione Lombardia della manifestazione di interesse per la realizzazione di impianti di cremazione. E l’iter per la costruzione  del forno inizialmente pensato a Quinzano d’Oglio pare riparta da zero.  Ora a presentarsi come comune capofila è Verolanuova che insieme a Manerbio ha raccolto la documentazione necessaria da presentare alla regione. Un lavoro di squadra al quale ha partecipato una buona fetta della bassa bresciana sull’asse che va dalla quinzanese fino a Ghedi. L’ufficializzazione degli intenti è arrivata con la delibera del 16 dicembre. La possibile realizzazione del forno è prevista nell’area del cimitero della frazione di Cadignano. Il progetto prevede il potenziamento del camposanto e suo completamento con la realizzazione di due linee dell’impianto che consentiranno di effettuare 2.400 cremazioni all’anno, con un bacino d’utenza di 200 comuni, in un raggio di 30 chilometri, ampliabili a 760, arrivando ad un raggio di 90 chilometri, comprendendo le vicine province di Cremona, Bergamo, Lodi e Mantova. Si opterà per l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili come biogas e metano recuperando anche il calore dei forni. Il sindaco di Verolanuova Stefano Dotti ha precisato che sono state effettuate valutazioni ambientali soprattutto in considerazione del fatto che la prima abitazione dista solo 400 metri di distanza dalla prima abitazione.  Il primo cittadino ha aggiunto che questo progetto, al momento, è solo una possibilità ma è frutto non solo di calcoli della Regione, ma anche delle necessità emerse nel periodo più critico della pandemia, quando i feretri aspettavano anche 20 giorni, prima di essere cremati. E c’è anche da considerare che, ormai, il 43% delle persone sceglie di essere cremato, anche per ragioni economiche.

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