Cremona C’è chi viaggiando in automobile sulle strade del 2021 si è ritrovato due pneumatici rotti, mentre altri hanno avuto paura di rimanere a piedi o di finire all’ospedale, per il contatto tra spigoli d’asfalto e pneumatici. Le proteste per le vie dissestate dalle voragini dilagano sul web, ieri come oggi. Nel mirino non c’è solo l’uso del sale sparso prima della nevicata del 28 dicembre, per prevenire la formazione del ghiaccio: i crateri di Bagnara e Battaglione, oltre che del peduncolo, risalgono a molto tempo prima e non sono gli unici. In questi giorni l’Aem, su incarico del Comune, è intervenuta con due squadre sulla tangenziale, dove passano  mediamente ogni giorno 40mila veicoli. Le periferie ancora una volta devono aspettare. La giustificazione è la solita: inutile intervenire d’inverno, la riasfaltatura è molto più efficace d’estate. Ed è questione di budget. Tradotto, significa che in periferia l’amministrazione mette un cartello che avverte del pericolo, per evitare di risarcire i danni. E’ successo già diverse volte di fronte al giudice, quando Provincia e Comuni sono stati salvati dalla segnaletica. Invece pedoni e ciclisti, oltre agli autisti, devono salvarsi da soli. La pioggia di questi ultimi giorni ha reso molto pericolosi diversi tratti nelle vie Brescia, Ghisleri, Bergamo, Giuseppina, le più battute; ma anche all’interno, soprattutto dopo il tramonto, le ruote slittano nelle voragini. Tre anni fa il Comune presentava con orgoglio il Piano strade, promettendo manutenzione e riparazioni in tempi più rapidi, grazie alle segnalazioni e alle mappe georeferenziate, che consentirebbero di programmare gli interventi. Non è andata così, nemmeno tra le Poste e via Ponchielli, o in via Boldori, dove sono stati fatti i lavori di posa della fibra ottica di Open Fiber, e sale e neve hanno distrutto i rattoppi di bitume. La smart city di A2A sta diventando una realtà, ma i crateri fanno pensare al terzo mondo.

Paolo Zignani

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