La mappa dei biomarker nell’Alzheimer che indica come fra i biomarkers finora individuati (p-tau 181 o 217 e β-amiloide) la proteina p-tau 181 sia la più adatta per distinguere l’Alzheimer dalle altre demenze apre nuove frontiere sulla diagnosi precoce. Uno studio dell’Università svedese di Gothenburg, indica che anche la p-tau 217 migliora l’accuratezza diagnostica e consente di individuare precocemente la smemoratezza patologica che spesso è anticamera della più grave delle demenze. Per la valutazione di questi biomaker si apre ora la possibilità di individuazione attraverso un semplice esame ematico. L’anno appena trascorso sembra quello della svolta. Vari gruppi di ricerca hanno pubblicato su importanti riviste scientifiche studi basati sulla ricerca nel plasma sanguigno di due delle proteine da sempre considerate i principali marker della malattia: la p-tau e la beta amiloide. Dalla Washington University School of Medicine di St. Louis arriva un test che non può essere considerato di diagnosi diretta  , ma un valido strumento per aiutare il medico nella diagnosi facendogli anche risparmiare tempo e costosi ulteriori approfondimenti. Si bassa sul rilevamento nel plasma della concentrazione di β-amiloide che va valutata secondo una apposita , cioè un punteggio di probabilità amiloide correlato, un conteggio che tiene anche conto dell’età e di altri fattori confondenti. Il prelievo è semplice come un qualsiasi esame del sangue, ma la valutazione va effettuata in laboratori analisi dotati delle strumentazioni necessarie.

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