Un errore di calcolo nell’inserimento di dati Istat impone di correggere il Piano Cave per la provincia di Brescia, aggiungendo 8 milioni di metri cubi di escavazione rispetto a quanto previsto nello studio pubblicato il 9 novembre del 2020. Si tratta di un duro colpo pe il mondo ambientalista e per i cittadini che da più tempo chiedono interventi di tutela per il territorio e contro il consumo di suolo. Un errore che rallenta l’approvazione del documento da parte della provincia, che dovrà quindi preverdere escavazioni su 49 milioni di metri cubi di territorio anziché su 41. Ora ci vorranno circa due settimane per correggere l’errore redistribuendo gli ambiti estrattivi, in un territorio però già fortemente compromesso. Sarà poi il momento delle osservazioni, mentre quelle già presentate sul piano cave “sbagliato” sono sospese, tra cui quelle avanzate dai comuni di Rezzato (dove insiste il progetto di nuova discarica  da 120 mila tonnellate per 905 mila metri cubi di materiali ogni anno) , Montirone e Montichiari.

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