Presenza di pesticidi ben sopra i limiti di soglia. E’ quanto rilevato dall’Ispra, in base alle analisi condotte dalle arpa regionali, nel bacino del fiume Mella nel territorio  bresciano in particolare  nella Bassa. Sui 18 punti della rete di monitoraggio in tutta la Provincia, in 10 casi sono state individuate concentrazioni sopra i limiti, di cui 7 riconducibili al bacino idrografico del Mella. In particolare le sostanze maggiormente presenti sono i recettori Ampa e le glifosate nelle acque. Una tendenza che si differenzia rispetto a quella nazionale dove a farla da padrona sono gli insetticidi. In Lombardia e in particolare nel bresciano è molto diffusa invece la presenza degli erbicidi. Nei punti più critici sono stati trovati residui di prodotti fitosanitari, come a Manerbio e a Flero nel vaso Fiume e, per esempio ad Azzano Mella nel vaso Quinzanello. I residui di pesticidi sono infatti presenti nel 55% dei punti della rete per le acque superficiali, contro l’81,94% regionale ed il 77,3% a livello nazionale. Più basse le percentuali di concentrazioni sopra i limiti nelle acque sotterranee, perché, le falde sono protette dal suolo, che rallenta la corsa dei contaminanti. In Lombardia, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente ricerca 106 sostanze riconducibili ai prodotti fitosanitari e biocidi. Un monitoraggio come fa sapere l’agenzia molto più efficace di quello di altre regioni. Il fatto che si trovi contaminazione maggiore dipende largamente anche dal fatto che c’è una ricerca costante, efficace per metodiche ed analisi. Rispetto alla media lombarda in tal senso il bresciano non si colloca tra le provincie peggiori. Ma questo non significa che il fiume Mella non sia contaminato da sostanze inquinanti che di certo  non giovano all’ambiente e all’ecosistema.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata