Sono passati pochi giorni dal 27 gennaio, il Giorno della Memoria, istituito per commemorare le vittime dell’Olocausto. Chi quei terribili anni li ha vissuti non può dimenticare tanta crudeltà e sofferenza e i ricordi di chi non c’è più sono custoditi dai figli. Come la storia della fuga per la vita intrapresa da Carlo Puerari, di Pescarolo, nel cremonese, che ci viene raccontata dal figlio Giuliano. Parole che il padre, prima di morire, gli ha ripetuto più volte e che racchiudono il dramma che lui e suoi tre compagni, nel 1944, hanno passato, scappando da una caserma di Mantova per evitare di essere portati al fronte per dare supporto alle truppe naziste, a Cassino. I quattro, hanno approfittato di un momento di calma in cucina e dopo infinite peripezie sono tornati a casa. Pescarolo, nel 2018, ha voluto onorare la memoria delle vittime di tutte le guerre e i morti provocati dall’Olocausto, dedicando loro un monumento.

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