Saranno utilizzate nuove tecniche per analizzare i frammenti ossei trovati nell’automobile carbonizzata di Sabrina Beccalli, la 39enne cremasca morta nella notte della vigilia di Ferragosto, per il cui omicidio è in carcere l’amico Alessandro Pasini. La proposta è stata lanciata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo e la Procura dovrebbe concederle un breve tempo necessario per comparare il codice genetico estratto dai resti sopravvissuti alle fiamme con quelli della giovane mamma. In questo modo si potrebbe arrivare alla stesura della perizia chiave per risolvere il giallo sulla tragica fine della donna, il cui delitto sarebbe la conseguenza di un rifiuto ad un’avance sessuale da parte dell’impiegato, vicino di casa. Da questi ulteriori esami si attende di sapere se effettivamente le ossa appartengano a Sabrina ma anche come sia stata uccisa. Senza il riconoscimento tramite il Dna non è nemmeno possibile ottenere il certificato di morte e quindi dare degna sepoltura alla sfortunata donna. Si attendono, poi, gli esiti dell’esame tossicologico affidato all’esperto Domenico Di Candia che dovranno confermare o meno se, quella maledetta notte, sia stata consumata droga, informazione utile per ricostruire l’intera, intricata, vicenda. Pasini, davanti al giudice per le indagini preliminari aveva dichiarato che ad uccidere Sabrina fosse stata un’overdose di cocaina ed eroina. Per la famiglia della donna, intanto, quello appena trascorso è stato un Natale di angoscia.

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