Due centraline dal basso rivelano la grave crisi ambientale di Spinadesco, dove le polveri sottili pm 2.5 hanno raggiunto livelli record, fino a 161 mg per metro cubo, più di sei volte il limite raccomandato dall’Oms, che è di soli 25 mg. Gli apparecchi applicano una tecnologia certificata e internazionalmente riconosciuta, rendendo visibili però i dati in continuo ogni 10 minuti, mentre l’Arpa tradizionalmente pubblica solo le medie giornaliere, quindi senza mostrare i picchi in positivo o in negativo. Anche Pizzighettone, dove si trova un’altra centralina dal basso, del gruppo monitora.cr, presenta dati analoghi. A Spinadesco l’Arpa dal canto proprio non fornisce certo rilievi rassicuranti, come dimostra l’andamento degli ultimi 10 giorni, particolarmente grave, fra 40 e 76. Il 3 gennaio, va ricordato, un abitante ha postato il video del fumo violaceo che gravava sul paese. Cremona non va meglio, sempre per la coincidenza fra impianti di riscaldamento al massimo, per resistere alle notti con temperature sotto zero, agricoltura e attività industriali a pieno regime e l’inceneritore che proseguirà la sua attività fino al 2010 nonostante le promesse elettorali di chiudere l’impianto nel 2017, entro tre anni dalla prima elezione.

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