Procede a ritmo lento la campagna di vaccinazione anti-covid dell’Ats di Cremona e Mantova. Solo l’altro ieri è stata praticata l’iniezione numero 10mila in provincia: Cremona è arrivata attorno a 4mila dosi somministrate, Crema e Casalmaggiore a ruota. L’Ats si è concentrata soprattutto sulle case di riposo, con oltre 4.500 dosi erogate sul territorio in linea con il numero dei posti letto. Domina però l’incertezza: non è ben chiaro di chi sia la fornitura, se solo di Pfizer o anche di Astrazeneca e Moderna, e non si sa chi debba avvisare chi e con quale ordine di precedenza. E’ un mistero inoltre dove si debba andare per ricevere l’iniezione; manca poi il personale sanitario per sorvegliare i pazienti durante e dopo le operazioni. Problemi che aumentano in un territorio frammentato fra 115 Comuni, con molte frazioni, cascine e case sparse. Tra gli anziani, storicamente mai sottoposti a campagne vaccinali di massa, le perplessità sono numerose, viste le molte patologie dalle quali spesso sono affetti. Ci sono forti dubbi anche per la compatibilità tra vaccino e allergie.

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