Brescia. La richiesta di archiviazione dell’inchiesta bis sull’omicidio della 14enne Desirée Piovanelli, la giovane uccisa a coltellate nel settembre del 2002, è stata motivata da 17 pagine dal sostituto procuratore Barbara Benzi. Secondo quanto emerge dalle motivazioni gli elementi che hanno portati all’apertura dell’indagine nell’estate del 2018 non avrebbero fondamento e sarebbero basate principalmente solo su voci di paese. Ma la famiglia è convinta che ci sia un mandante ancora libero e i legali, gli avvocati Alessandro Pozzani per il papà e Cesare Gualazzini per la mamma, chiedono nuove indagini su elementi mai analizzati e sui tabulati telefonici. Giovanni Erra, l’unico adulto del gruppo è ancora in carcere, mentre i minorenni coinvolti sono tornati in libertà da tempo. Sentiamo le parole dell’avvocato Gualazzini.

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