La città di Cremona rivendica ancora una volta la propria diversità e si oppone alla zona rossa che il governo prevede per l’intera Lombardia. Cremona si dissocia con una comunicazione del sindaco Gianluca Galimberti in apertura del consiglio comunale di oggi pomeriggio, svoltosi in videoconferenza. Nel nostro territorio i dati dei contagi non sono affatto 200 ogni 100mila abitanti, soglia oltre la quale scatta la zona rossa da lunedì, ma oggi solo 72, mentre in terapia intensiva ci sono 9 persone, come fa sapere il primo cittadino. Il quale, assieme ai sindaci di Crema e Casalmaggiore e al presidente della Provincia, ha firmato una lettera al governo e alla Regione per chiedere la deroga. L’opposizione a un nuovo lockdown da lunedì ottiene il consenso generale, in attesa del prossimo dpcm. L’obiettivo è far tornare a scuola anche gli studenti delle superiori, in presenza al 50% con un unico turno di trasporti, e in breve al 75% con doppio turno di bus, potenziando il trasporto pubblico. Con la zona rossa le scuole proseguirebbero invece la dad. Cresce poi la preoccupazione per le attività economiche, in molti casi in ginocchio da tempo. Anche il senatore della Lega Simone Bossi si oppone con un comunicato al lockdown. Dopo mesi di lotte e divisioni, è tempo di unità tra le forze politiche comunali, che ritirano i propri ordini del giorno, dedicati alla terapia intensiva neonatale, e ne approvano all’unanimità uno nuovo. Una spinta alla convergenza è stata data dalle dichiarazioni dell’assessore regionale Letizia Moratti, che intende rivedere la legge 23 sul sistema sociosanitario assieme ai sindaci lombardi. E la precisa volontà del consiglio comunale è rafforzare l’ospedale in stretta connessione con il territorio, visto il numero di malati gravi che stentano a far visite e esami.

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