Alpi, piante a rischio con lo scioglimento dei ghiacciai

Lo scioglimento dei ghiacciai delle Alpi mette a rischio molte specie di piante. Anche se arretrando, il manto glaciale lascia nuovo terreno disponibile alla piante, si è calcolato che oltre un quinto delle specie vegetali calerebbe e scomparirebbe insieme ai ghiacciai.

A spiegarlo è la ricerca pubblicata sulla rivista Frontiers in Ecology and Evolution dal gruppo coordinato da Gianalberto Losapio, dell’università di Stanford, a cui hanno partecipato l’Università di Milano e il Museo delle scienze di Trento.

“I nostri risultati indicano che la diversità delle piante calerà una volta sciolti i ghiacciai. Fino al 22% delle specie che abbiamo analizzato potrebbe scomparire a livello locale o estinguersi proprio”, spiega Losapio. Non tutte le piante “reagiscono però in modo uguale al riscaldamento globale. Alcune ne traggono beneficio, le cosiddette vincitrici, mentre altre ne soffriranno, le perdenti”. Ma anche per le specie vincitrici rimanenti si tratterebbe di una vittoria di breve durata, visto l’aumento della competizione che le metterebbe comunque a rischio di estinzione.

Un risultato a cui i ricercatori sono arrivati usando i registri geologici per ricostruire la posizione di quattro ghiacciai alpini, le informazioni raccolte con una rilevazione fatta su 117 specie di piante e le analisi delle condizioni ambientali locali. Con dei modelli informatici sono poi riusciti a calcolare come la distribuzione delle piante sia cambiata nell’arco degli ultimi 5000 anni, nonché a prevedere gli effetti del futuro arretramento dei ghiacciai.

In questo modo hanno calcolato le modifiche nelle interazioni tra le varie comunità vegetali, con le specie più competitive che finiscono per prevalere nel lungo periodo. Anche se alcune specie cooperative, come l’Artemisia genipi, sono le prime a colonizzare il nuovo terreno, finiscono poi per calare già nel giro di 100 anni. “Il nostro studio – conclude Losapio – può aiutare a mitigare e anticipare le conseguenze dell’impatto umano sugli ecosistemi”. (ANSA)

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