Brescia. Il territorio bresciano è contaminato da Pcb, una sostanza prodotta dalla Caffaro fino agli Anni Ottanta e, nell’area dello stabilimento, gli inquinanti si sono spinti nel sottosuolo fino a una profondità di oltre 40 metri, determinando così anche la contaminazione della risorsa idrica sotterranea. Ancora oggi è presente nei terreni e arriva a sfiorare le falde. Tra l’altro, proprio in questi giorni, l’azienda è stata posta sotto sequestro. In base ai numeri, è proprio nel Bresciano che è stata rilevata una maggiore incidenza di tumori al fegato rispetto al resto del Nord Italia: fino al 39% in più. E uno studio certifica la correlazione tra il Pcb e questa patologia. Sentiamo le parole del Prof. Francesco Donato del Dipartimento di Epidemiologia dell’Università di Brescia.

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