CREMONA Nel 2016 A2A ha comprato la maggioranza delle azioni di Lgh, il cui valore da allora è condizionato quindi dagli indici della Borsa milanese. E invece si discute ancora, dato che le associazioni ambientaliste cremonesi e le forze di minoranza vedono il Tar contrapporsi a una sentenza del consiglio di Stato in un caso che ritengono identico, quello di Seregno. Infatti a Seregno il Comune non ha emesso alcun bando di gara, come a Cremona, e il Tar ha bocciato questa scelta, annullando la delibera. Il Consiglio di Stato, invece, ha ribaltato la sentenza del Tar, dando ragione al Comune di Seregno spiegando che la deroga alla regola di fare gare pubbliche ha delle eccezioni secondo legge, perché anche in caso di gara il vincitore sarebbe lo stesso. Per il Consiglio di Stato, quindi, se il caso di Cremona è identico, il Comune ha ragione. Il M5S, con l’appoggio delle associazioni, parlando di svendita dei diritti dei cittadini, si è appellato all’Anac che ha criticato l’assenza di una gara pubblica a Cremona. Il Tar rimane ancora contrapposto al Consiglio di Stato, perché A2A ha dei soci privati, mentre i servizi delle multiutility sono pubblici. Va ricordato che il 30% delle azioni che cambiano valore ogni giorno in Borsa è in mano a investitori statunitensi, il 18% britannici, il 10% italiani e l’8% francesi, ma ce ne sono anche di lussemburghesi e tedeschi. Questa però per il Comune di Cremona è anche la forza di A2A, che assieme a Lgh ha investito oltre 50 milioni negli ultimi anni e altri investimenti ha programmato per 100 milioni, crescendo ulteriormente nel settore delle bioenergie, mentre Lgh non ha perso posti di lavoro né la sede e il proprio ruolo sul territorio. 

Paolo Zignani

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