Cremona Chi cerca a Cremona una colonnina per ricaricare la batteria della propria auto, rischia di trovare la postazione occupata abusivamente. La segnalazione del suv in sosta vietata è tipica, ma non è l’unica disavventura che capita all’automobilista che ha voluto fare un investimento impegnativo, pensando a un futuro fatto di veicoli silenziosi e molto meno inquinanti. La ricarica infatti è molto lenta: richiede anche più di mezz’ora. La spesa è si assottiglia: con cinque euro si fa il pieno di energia per un mese, solo per i tesserati però. Il viaggiatore occasionale quindi trova molte difficoltà. Cremona d’altra parte ha voluto essere tra le prime città a dotarsi di una rete di colonnine nella speranza di attrarre turismo ad emissioni zero, e quindi è tra le prime città a sperimentarne i problemi. Può capitare il malfunzionamento che impedisce di prelevare elettricità con marchio A2A, com’è successo nei giorni scorsi a porta Milano; telefonare al numero verde non significa necessariamente trovare la soluzione. 

Paolo Zignani

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