Cremona. Degradata, vetusta e non idonea all’uso, la ex palazzina della Croce rossa saluta il patrimonio comunale, pronta a essere ingaggiata dal privato disposto ad acquistarla, per un valore stimato in 355mila euro. Il ministero per i Beni culturali e il Turismo il 29 dicembre ha accettato la proposta di alienare e così l’amministrazione il 26 gennaio ha pubblicato l’avviso d’asta. Ci sarà tempo fino al primo marzo per presentare un’offerta, e l’ipotesi di una nuova destinazione commerciale per il ministero è ammissibile. Non l’unica: si potrà usare la palazzina anche come sede direzionale oppure per il terziario, sempre che se ne salvaguardino le caratteristiche storiche e architettoniche. La Lega una ventina d’anni fa a Cremona aveva lanciato la proposta di un eros center, proposta che in seguito ha fatto scuola ed è stata rilanciata dal Carroccio sul piano nazionale, sino a parlare oggi di riapertura delle case chiuse. Nel 2009 si è discusso alla Camera di una catena nazionale di eros center, con Pdl e Lega favorevoli e Udc contraria: il disegno di legge di Mara Carfagna però non è mai uscito. In realtà la Lega cremonese voleva dare una scossa alla città sonnolenta, conservatrice e tradizionalista e non più in grado di gestire direttamente il patrimonio. Nel frattempo la palazzina è invecchiata e la Croce rossa si è trasferita in via Persico. L’area rimane molto appetibile, vicino allo stadio Zini, tanto che si è ventilata l’ipotesi di una finalità commerciale connessa alla Cremonese, per dare maggiore stabilità economica alla società calcistica.

Paolo Zignani

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