Nelle prossime settimane l’inceneritore di Sesto San Giovanni sarà demolito, mentre la dismissione dell’impianto di Cremona continua ad essere rimandata a data da destinarsi, forse nel 2029. Nel Comune milanese il risultato è stato raggiunto attivando, sin dal dicembre 2018, la collaborazione tra le associazioni ambientaliste e i Comuni interessati, che hanno creato insieme dei gruppi di lavoro, con l’aiuto di facilitatori e del metodo di lavoro chiamato “Dibattito pubblico”, sperimentato già in Francia e previsto anche in Italia dal Codice degli appalti. A Cremona per ora un modello del genere, che consentirà di aprire una bioraffineria, per produrre biometano, fertilizzanti per l’agricoltura e acqua calda per il teleriscaldamento, è ancora impossibile e il Comune si confronta solo con le partecipate, non con le associazioni. Domani sera gli Stati Generali cremonesi dell’ambiente, della salute e del clima si riuniranno per esaminare proprio il modello di Sesto San Giovanni, nella speranza di accelerare i tempi di chiusura.

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