Cremona. Saranno scavati tre nuovi pozzi d’acqua a Crotta d’Adda. Serviranno agli usi industriali ed igienici dell’acciaieria Arvedi, che sta riempiendo di inerti la discarica che sorge fra la strada per Soresina e il canale navigabile, a un centinaio di metri dalle abitazioni della frazione Fornace. Il settore Ambiente e territorio dell’amministrazione provinciale ha rilasciato l’autorizzazione, allo scopo di abbattere le polveri, lavando le ruote dei camion che escono dall’impianto. L’acqua occorrerà anche a innaffiare le aree verdi che si creeranno con il ripristino ambientale della discarica. Saranno pompati da ogni pozzo poco più di 100mila metri cubi l’anno, per una portata che supera i 3 litri al secondo. Qualcosa è cambiato dunque dal luglio del 2010, quando l’assessore all’ambiente allora in carica, Gianluca Pinotti, informava il consiglio provinciale che nelle zone Serio e Cremonese “si assiste a un significativo squilibrio tra prelievi attuali e volumi idrici prelevabili in condizioni di sostenibilità”. Di conseguenza le nuove concessioni sarebbero state considerate ammissibili solo prevedendo efficaci azioni di ricarica artificiale della falda. Allora il consiglio approvava il regolamento per l’applicazione di un modello scientifico alle funzioni dell’amministrazione provinciale. Nel 2008, due anni prima, erano stati autorizzati tre pozzi per l’acciaieria, con una portata di 2,3 milioni di metri cubi l’anno: e già il testo del documento parla ipotizzava il progressivo passaggio ad acque non qualificate. Fra Cremona e Spinadesco i pozzi sono già cinque. A Crotta comunque la nuova autorizzazione vale trent’anni, e per il 2021 il canone pagato dall’industria siderurgica è di 288 euro.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata