Cremona Sono partite telefonate di fuoco stamattina da Cavatigozzi, dove il frastuono dello stoccaggio di rottami di via Acquaviva 6 ha reso invivibile la zona di via Dossetto, che dista un centinaio di metri ed è tutt’ora priva di forme di protezione dalle molestie acustiche. Stefania Lampugnani, del comitato di quartiere, ha chiamato la polizia locale e l’Arpa, pretendendo una soluzione immediata, con la minaccia di rivolgersi ai carabinieri per denunciare le istituzioni che non intervengono, nemmeno se la soglia dei decibel, valida per le zone residenziali, viene violata a lungo. Poco dopo la protesta, il rumore è diminuito. La rabbia degli abitanti cresce, anche perché nella stessa zona di notte si sente il rumore dell’acciaieria Arvedi, mentre l’area industriale cresce ancora, con nuovi insediamenti. Il comitato di quartiere ha chiesto l’intervento diretto delle istituzioni e di tutte le forze politiche. Ha risposto il M5S. Il consigliere regionale Marco Degli Angeli propone alla commissione ambiente della Regione un’audizione sia del comitato di quartiere che del Comune di Cremona. L’assessore comunale all’ambiente Simona Pasquali sta preparando una risposta all’interrogazione di Luca Nolli, la settimana prossima scadranno i termini per un’analoga interrogazione regionale di Degli Angeli, il quale sottolinea che l’Arpa va potenziata, perché non riesce a rispondere alle richieste di monitoraggio in continuo. Ieri sera, durante una riunione online degli amministratori e degli iscritti del Pd, si è parlato del polo siderurgico, ma per l’eventualità di usare il calore dell’acciaieria, per inserirlo nella rete del teleriscaldamento cittadino, partecipando a un bando europeo per ottenere finanziamenti e incentivi. Due iscritti del Pd, Alceste Ferrari e Francesca Pontiggia, hanno chiesto al sindaco Galimberti di valutare i rischi di un vincolo, tra le industrie e A2A, troppo stretto e troppo duraturo.

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