Cremona. Durante la riunione della commissione ambiente l’amministratore delegato di Padania Acque Alessandro Lanfranchi ha spiegato che ci sono diversi problemi, nel trattamento dei fanghi del depuratore consortile di Cremona. Padania Acque non ha il controllo sullo smaltimento, perché dà in appalto, tramite gara, la fase finale del ciclo di trattamento. Possono quindi essere spanti in agricoltura, oppure bruciati in altri inceneritori o portati in discarica. La società di via Macello paga circa 80 euro la tonnellata all’appaltista, perché non può più smaltire nei capi i fanghi, ormai non idonei: le norme nazionali infatti sono diventate più restrittive. Servono quindi investimenti. I fanghi però non saranno bruciati nell’inceneritore. Per ora le sabbie, in tutto mille tonnellate annue, sono smaltite come rifiuti speciali. Un nuovo impianto, con un investimento da 100 o 150mila euro, potrà renderle riutilizzabili. Vengono prodotte 3.500 tonnellate di fanghi ogni anno: con il nuovo impianto potranno diminuire di circa un terzo. Occorrerà comunque il via libera dei sindaci della provincia di Cremona, quando il piano degli investimenti sarà votato in assemblea. Seguirà poi l’iter autorizzativo presso l’ente Provincia. In tutto il piano energetico farà produrre 80mila tonnellate di CO2 in meno ogni anno. Sentiamo le parole di Lapo Pasquetti capogruppo Sinistra per Cremona.

Paolo Zignani

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