Cremona. Addio alle serre comunali, in fase di dismissione dall’inizio di quest’anno e ormai inserite nel piano delle alienazioni. L’idea è riempire lo spazio vuoto di 7mila metri quadrati con attività di servizio, per la Protezione civile, e attività analoghe, senza che l’Ipercoop possa espandersi fino al limite della tangenziale. La gestione delle serre, in assenza di interventi di manutenzione straordinaria, si è fatta troppo costosa, anche per la necessità di riscaldare i locali, con sistemi obsoleti e il personale è stato ridotto, con meno di dieci superstiti. Il servizio è stato dato prima in appalto a cooperative, con costi elevati e polemiche per le spese milionarie mentre ora il centrosinistra insiste nella sua versione aziendalista, affidata all’Aem. Gli alberi entrano così nei big data, vengono gestiti con budget e pianificazione della spesa, della quale devono render conto. Non possono più permettersi nemmeno loro di limitarsi a fare ombra. L’ex assessore Alessia Manfredini aveva avviato il censimento dei 20mila alberi cittadini, più le aree boscate, con l’idea di mettere una targhetta che indicasse le caratteristiche di ogni pianta. Non è finora andata così e trionfa l’aziendalismo. Sentiamo le parole di Riccardo Groppali, naturalista.

Paolo Zignani

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