Cremona. Per verificare se i terreni della canottieri Bissolati siano ancora inquinati dagli idrocarburi della ex raffineria Tamoil, una minaccia alla salute di chi frequenta la società che conta più di 4mila soci, due Consulenti Tecnici d’Ufficio, stanno facendo le verifiche del caso e vogliono fare un monitoraggio quotidiano permanente, non trimestrale o semestrale come quelli fatti fino ad ora, sui terreni della canottieri. Il giudice Milesi aveva infatti accolto la richiesta di accertamento tecnico preventivo proposta dagli avvocati Gennari e Tampelli, legali della canottieri. I danni strutturali e non, nel corso degli anni, sono stati notevoli, a partire dall’utilizzo, da prima del 2015, dell’acqua dell’acquedotto e non dei pozzi della società, che costa circa 40mila euro di acqua potabile in più all’anno, senza contare che gli scarti dei lavori sul terreno sono considerati rifiuti tossici e hanno bisogno di discariche abilitate per il loro smaltimento, che costano moltissimo. Sentiamo le parole di Maurilio Segalini presidente della Canottieri Bissolati.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata