Cremona In piena crisi economica e sanitaria, dunque con enormi enormi all’orizzonte, il Comune ha iniziato oggi il percorso di approvazione del bilancio previsionale 2021-23, presentato durante la riunione on line della commissione bilancio. L’assessore Maurizio Manzi non ha nascosto le perplessità, dato che giunta e dirigenti non sapevano e non sanno se riferirsi al 2019 o al disastroso 2020, con contributi straordinari che non saranno ripetuti quest’anno. Oltretutto la legge di bilancio è stata approvata il 30 dicembre, in forte ritardo. Ci sono 93 milioni di spesa corrente per quest’anno, con 50 milioni di investimenti nel triennio. Cala quest’anno il debito pro capite dei cremonesi, da 562 a 423 euro. Non vengono fatti nuovi mutui, infatti, dal 2014. I fornitori vengono pagati in soli 17 giorni, cioè con 13 giorni d’anticipo sul limite di un mese, mentre nel 2015 occorrevano in media 58 giorni. Per questo l’amministrazione ha ricevuto sconti e benefici, potendo diminuire i risparmi obbligatori, per coprire i mancati pagamenti di multe e tasse. Si prevede comunque un incremento del gettito fiscale. E ci saranno quest’anno altri 2,5 milioni di recupero dell’evasione, facendo salire il totale dal 2014 a ben 27 milioni. Imu e Tari restano invariate, come le tariffe degli impianti sportivi e come le rette e la mensa scolastica, mentre l’imposta di soggiorno, a carico del turismo, viene rinviata al 2022. Non cambia nemmeno l’addizionale Irpef. Plateatici e imposta di pubblicità convergono nel canone unico, senza aumentare. Il dirigente Paolo Viani ha spiegato che il gettito dell’Imu, sul 2020, va meglio di quanto si temesse, con un incasso già oltre i 19 milioni. 

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