I ristoratori che già erano stati chiusi per oltre 180 giorni, con l’inizio della zona arancione rafforzata, una nuova chiusura che li penalizza ulteriormente. Ormai ridotti allo stremo con i conti correnti quasi completamente azzerati hanno deciso di scendere nuovamente in piazza documentando quello che accade nelle categorie a cui è permesso esercitare. La protesta non finisce al mercato, ma continua davanti ai supermercati e all’interno delle aree di servizio lungo le autostrade, in cui sembra non essere cambiato molto.

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