La centrale nucleare di Caorso è stata attivata 40 anni fa, sono passati 34 dal suo arresto, 31 dalla chiusura ufficiale e 22 dall’inizio del decommissioning da parte di Sogin. Una storia infinita, un incubo con cui il territorio di Piacenza continua a misurarsi da anni e che sembra anche oggi non avere una fine certa. E’ inoltre situata in un’area ad elevato rischio idrogeologico in quanto costruita a ridosso di un importante fiumi come il Po e a distanza non adeguata dai centri abitati. Sogin sta mettendo in sicurezza i depositi che ospitano i fusti, mentre una parte viene mandata in Slovacchia per il processamento, ma dovranno tornare a Caorso nel 2025. Restano anche tutte le criticità di quest’area, quindi il rischio esondazioni, essendo stata costruita sul Po, il problema dello stoccaggio di materiali radioattivi che hanno sempre una pericolosità e resta il fatto che ci potrebbero comunque essere rischi di fuoriuscite, durante i lavori, di materiali radioattivi sia in acqua che in aria.

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