Si è avvalso della facoltà di non rispondere Antonio Di Sanzo, il 27enne di Montichiari nel Bresciano ora in carcere in stato di fermo per aver dato una pistola al nipote tredicenne che ha poi sparato al rivale in amore dello zio ferendolo alla spalla. Il gip del tribunale di Brescia non ha ancora emesso il provvedimento di convalida. L’interrogatorio è avvenuto da remoto, con il ventisettenne collegato dal carcere di Brescia e accusato di concorso in tentato omicidio e detenzione di arma illegale. Al centro dell’inquietante episodio che ha scosso il comune della bassa ci sarebbe una ragazza contesa.  Il minorenne è stato affidato ai servizi sociali all’intero di una comunità mentre la vittima si trova in ospedale, in gravi condizioni. E’ accaduto tutto venerdì sera, nella frazione Chiarini del paese bresciano. Attorno alle 20.30 viene lanciato l’allarme per un 31enne a terra, ferito in strada da un colpo di pistola che lo ha raggiunto ad una spalla. L’uomo viene trasportato in ospedale, mentre i carabinieri iniziano a indagare sull’accaduto. La notte stessa viene sequestrata dagli uomini dell’Arma una pistola a tamburo calibro 22 con matricola abrasa. Per il Pm Alessio Bernardi è la pistola che ha sparato. Le indagini si concentrano su una famiglia italiana del paese. E dopo un giorno di interrogatori incrociati, viene cristallizzato il caso. Ad esplodere il colpo di pistola in direzione della vittima è stato un ragazzino di appena 13 anni, compiuti da poco. Ma non ha fatto tutto da solo e nemmeno è stata una sua iniziativa. Dopo l’agguato zio e nipote sono fuggiti, ma è stato proprio il ferito a fornire le prime indicazioni utili agli inquirenti. Il resto lo hanno fatto le immagini registrate dalle telecamere di sicurezza installate in strada. Dura la presa di posizione del sindaco di Montichiari, Marco Togni.

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