Cremona E’ arrivato il momento dell’addio, formalizzato e irrevocabile, all’indipendenza di Lgh, con delle conseguenze pesanti per il territorio. Sarà così se ha ragione il centrodestra, che come il M5S, contesta la scelta della giunta Galimberti di sostenere l’alleanza con A2A, definendola una svendita. Anche l’inceneritore, come gli altri impianti di trattamento dei rifiuti, sta per diventare quasi totalmente di proprietà della multiutility milanese e bresciana, che ne farà quel che riterrà più opportuno, senza chiuderlo e senza che i cittadini, le associazioni e la politica locale possano più farsi sentire. Ieri sera una nota dell’agenzia di stampa Agi ha fatto sapere che A2A ha inviato a Lgh la proposta preliminare di fusione, prevista dagli accordi sottoscritti nel settembre 2019. L’acquisto del pacchetto di maggioranza delle azioni di Lgh, da parte di A2A, risale all’agosto 2016, quand’è stata siglata la partnership tra le due multiutility, poi rinnovata nel 2019, con la possibilità di una fusione. Se entro 30 giorni una maggioranza che rappresenta il 70% di Lgh accetterà la proposta, la fusione sarà cosa fatta e i soci deterranno il 2,75% del capitale sociale di A2A. Di Lgh fanno parte le ex municipalizzate di Cremona, Crema, Pavia, Lodi e Rovato.

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