Cremona. La pessima qualità dell’aria della Pianura Padana è stata recentemente certificata anche da uno studio pubblicato su “The Lancet Planetary Health”: la maggiore mortalità causata dall’esposizione a polveri sottili e biossido di azoto si registra anche nelle città di questa zona. Nello studio l’Italia vanta un triste primato: nelle prime 30 posizioni ci sono 19 città della zona. “Nell’area di Cremona – come riporta il servizio del Fatto Quotidiano firmato da Paolo Barbacetto – ci sono diversi insediamenti pericolosi e uno di questi, la raffineria Tamoil, ha ormai chiuso l’attività”. La situazione epidemiologica della città di Cremona è dunque allarmante a causa dell’alto numero di malattie, come quelle respiratorie, che sono aumentate del +47% tra la città e i comuni limitrofi; pesante poi la situazione dei tumori, con un aumento del 17% di quelli polmonari; + 47% per i tumori sanguigni, senza dimenticare i nuovi casi di leucemie, con un + 23% solo in città. Tra le aziende presenti, secondo lo studio del dottor Paolo Ricci, quella siderurgica ha un’emissione di 5,633 milioni di metri cubi di fumi ogni ora. A livello regionale fa sentire la sua voce Marco Degli Angeli, consigliere dei Cinquestelle. Abbiamo poi cercato di sentire il parere delle persone che vivono ogni giorno questa realtà: non sono mancate le difficoltà nello svolgere questo tipo d’inchiesta, in quanto molte avevano timore d’affrontare l’argomento.

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