È piombata come un fulmine a ciel sereno la decisione del Consiglio di Stato di accogliere il ricorso del Ministero della Salute e di Aifa contro l’ordinanza del Tar del Lazio secondo cui i medici potevano prescrivere i farmaci più opportuni, secondo scienza e coscienza, per i pazienti Covid a domicilio, svincolandosi dalle linee guida che prevedono solo paracetamolo e vigile attesa. Un cambio di rotta incomprensibile rispetto all’iter che stava vedendo nascere un protocollo univoco nazionale basato sull’esperienza sul campo di numerosi medici, tra cui il Professor Luigi Cavanna, che puntano sull’utilizzo di farmaci, diversi dalla tachipirina, nelle fasi precoci della malattia.

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