“La fine naturale del termovalorizzatore di Cremona è il 2024. In questi anni abbiamo lavorato con il gestore Lgh per organizzare un serio piano industriale sul tema rifiuti. Questo piano non prevede investimenti per il revamping del nostro impianto di cremona e nei prossimi anni ci impegneremo a costruire un’alternativa alla sorgente di teleriscaldamento.” Queste sono le parole scritte sulla pagina del sindaco Gianluca Galimberti, nella campagna elettorale per il secondo mandato,  dove la promessa di spegnimento dell’inceneritore veniva rinnovata agli elettori. Oggi   sembra invece più probabile un futuro revamping. Lo spegnimento promesso dal sindaco per il 2024 nelle sue campagne elettorali è slittato a non prima del 2029 E la discussione sull’impianto è del tutto preclusa alla cittadinanza e alle associazioni ambientaliste. Ieri si è tenuto l’”Osservatorio Rifiuti” dove le richieste di chiarimento avanzate da Legambiente non hanno ricevuto risposta. Rimane l’amarezza per la poca chiarezza e per l’incertezza del futuro dell’impianto. Ogni tentativo dell’associazione di parlare dell’inceneritore ieri è stato respinto. L’unica nota positiva riguarda la sperimentazione, da settembre 2021 della tariffazione puntuale dei rifiuti, che prevede un costo legato alla quantità di rifiuti prodotti. E intanto c’è chi aspetta che le promesse vengano mantenuta

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