E’ cremonese il responsabile di Slow Food Lombardia, che esprime perplessità per la mancanza di coerenza con cui l’Europa sta per chiudere l’accordo sulla Politica Agricola Europea, nonostante gli obbiettivi di riforma verso un’agricoltura verde e sostenibile. Il documento in approvazione a fine mese è debole per quanto concerne i finanziamenti alle aziende più virtuose rispetto a quelli per le aziende più grandi, mancano indirizzi decisivi su allevamenti intensivi e tutela della biodiversità, mentre un cambio è urgente e necessario. Il territorio cremonese, nella Pianura Padana, è esemplare della resistenza al cambiamento di paradigma nel settore agricolo e allevatoriale. Fondamentale fare rete e spronare le istituzioni a tutti i livelli, che nel confronto con le forti lobby del settore cedono il terreno della sostenibilità.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata